Risparmiare in cucina, si può!
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Risparmiare in cucina, si può!

 
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Il 31 ottobre di 94 anni fa, l’economista italiano Maffeo Pantaleoni introdusse un concetto nuovo nell’economia moderna, quello del risparmio che, se applicato al patrimonio educativo del singolo, avrebbe condotto ad una società più civile, ricca e funzionale.
 
La recente crisi economica e la spinosa questione ambientale hanno dimostrato quanto Pantaleoni avesse ragione. Oggi, proprio in occasione della Giornata mondiale del risparmio, OpenKitchen Milano ha deciso di dare il suo piccolo contributo, regalandovi qualche spunto su come risparmiare in cucina. D’altronde…il food è il nostro mestiere!
 
E in cucina?
 
Contrariamente a quanto si pensi, risparmiare non significa necessariamente ridurre il proprio tenore di vita; certo, qualche piccolo sacrificio è da mettere in conto, ma i benefici economici non tarderanno ad arrivare. Se proprio non vogliamo rinunciare a qualche piccolo vizio (o vezzo), potremmo almeno pensare di rivalutare le spese alimentari che, secondo le statistiche, occupano ben il 20% delle spese annuali di una famiglia. Modificando una serie di piccole abitudini e la nostra percezione del valore del cibo, si potrebbero facilmente abbattere gli sprechi e quindi i costi.
 
10 consigli facili facili:

1. Sembrerà banale ma fare un planning settimanale della spesa è il primo importante passo verso il risparmio. La vita frenetica riduce il tempo e le energie che possiamo dedicare alla sfera domestica: non sempre abbiamo la possibilità di compilare una dettagliata lista della spesa e così, tra un bancone e l’altro, cadiamo nel tranello dei costosi e poco sani prodotti civetta. Ricordiamoci che le offerte sono tali solo se soddisfano le nostre reali esigenze. Altrettanto sconsigliato fare la spesa quando si ha un certo appetito: prima di gettare roba nel carrello bisognerebbe sempre chiedersi “ne ho davvero bisogno?

2. Un’altra furberia del marketing è quella di piazzare i prodotti più costosi sugli scaffali ad altezza uomo, per renderli più visibili. Il posizionamento dei prodotti sugli scaffali non è indice di qualità! Prendersi il tempo di fare la spesa, con la mente sgombra da altri stress, è essenziale e ci aiuta a valutare al meglio tutta l’offerta .

3. Risparmiare non significa soltanto far del bene al portafogli ma anche aiutare l’ambiente! Avete mai provato a calcolare quanto spende una famiglia in acqua confezionata ogni anno quando potrebbe usufruire di quella del rubinetto? Per un nucleo di tre persone la spesa si aggira sui 200 euro annui. Niente male, vero? Per non parlare della fatica del trasporto e dell'enorme quantità di plastica da smaltire. Stesso discorso per detersivi e detergenti: perché pagare l’imballaggio quando si può acquistare lo stesso prodotto alla spina riciclando i contenitori? Facciamoci furbi.

4. Dedicare alla spesa il giusto tempo è importante non solo per evitare di acquistare prodotti inutili ma anche per capire cosa stiamo mangiando. Per quanto possa sembrar noioso, leggere le etichette è essenziale non solo per controllare la data di scadenza di un prodotto, ma anche per sviluppare una propria consapevolezza alimentare: sempre più spesso acquistiamo prodotti molto raffinati ed elaborati che, tra l’altro, risultano più costosi.

5. Ne consegue che mangiare sano ci porta a risparmiare! Ebbene sì, acquistare prodotti poco lavorati porterà non pochi vantaggi al portafoglio e alla salute. Inoltre, teniamo conto dell’impatto che sul prezzo hanno la produzione fuori stagione, la conservazione e il trasporto di determinati prodotti, specialmente su frutta e verdura. Mangiare fragole a dicembre ne varrà davvero la pena?

6. Apro quindi una parentesi a favore dei GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale che nel giro di pochi anni si sono moltiplicati su tutto il territorio nazionale. Gruppi e associazioni di famiglie condividono l’ideale di una spesa collettiva, solidale e nel rispetto dell’ambiente, scegliendo e scambiandosi prodotti a km zero (e quindi meno costosi). Molto attivi sono i GAS di Roma, Milano e Bologna.

7. Il frigo non è una dispensa ed è pensato per conservare gli alimenti deperibili. Organizzarlo correttamente non è poi così difficile ma può avere un grande impatto sulla conservazione dei cibi: i ripiani più bassi sono quelli a più bassa temperatura e pertanto adatti a conservare carni e pesce, mentre quelli superiori, leggermente più caldi, sono perfetti per yogurt, creme e latticini; le verdure e la frutta, invece, andrebbero riposti nel tiretto in basso, sensibilmente più caldo, perché l’eccessivo freddo potrebbe danneggiarne la struttura, così come lo sportello ben si adatta alle uova e al burro. Un’altra accortezza è quella di riporre i cibi più prossimi alla data di scadenza davanti, in modo da ricordarsi di consumarli.

8. Diciamo sempre che le cose fatte in casa hanno un altro sapore…e allora facciamole! Produrre in casa conserve, pane o yogurt assicura un bel margine di risparmio! Un pacco di merendine, oltre a essere pieno di grassi e additivi, ha un costo interessante e dura davvero poco, specialmente se in casa ci sono bambini. Una torta di mele fai da te è decisamente più sana, meno costosa, e assicura un più bilanciato apporto energetico. Certo, preparare prende del tempo ma, con un po’ d’impegno, potremmo riempire a lungo il nostro freezer e la nostra dispensa di cibo di qualità, pronto da consumare all’occorrenza. Risparmio di tempo e di denaro, no?

9. Esistono cibi poco costosi, facili da conservare e dalle grandi proprietà nutritive, i legumi e i cereali, che ben si prestano a un’incredibile varietà di ricette e preparazioni. È sconsigliato, invece, il consumo massiccio delle carni, per motivi legati ai metodi di allevamento…e se vogliamo anche dei costi! Ma c’è anche un discorso legato alla quantità dei cibi che assumiamo: mangiamo troppo, con ovvie conseguenze sulla salute e sul portafoglio. Qualità + quantità = risparmio.

10. Buona pratica della cucina delle nonne era poi il riutilizzo degli alimenti in avanzo. Lo sapevi, ad esempio, che con i gambi di broccolo o di carciofo, considerati troppo duri per essere mangiati, è possibile preparare delle deliziose vellutate? Oppure che la buccia di mela è perfetta per fare dei deliziosi biscotti? E poi ci sono i cult, come il timballo di maccheroni o la frittata di pasta. Rielaborare invece che gettare, sfruttare la fantasia per evitare lo sperpero.
 
Buon risparmio!

Cosima Giorgio

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