POVERI MA BELLI. MATERA 2019
POVERI MA BELLI. MATERA 2019

POVERI MA BELLI. MATERA 2019

 
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Il 19 gennaio di quest’anno si è finalmente inaugurato l’anno di Matera come Capitale Europea della Cultura 2019. Tutti ne parlano e il fascino arcaico di questa città continua a incantare centinaia di migliaia di visitatori, che si perdono nell’architettura intrecciata e affascinante, scolpita dai secoli eppure rimasta immutata. Un luogo lento e incantato, che parla di antiche tradizioni contadine, testimoniate non solo dai suoi fiabeschi scenari, ma anche da un prezioso patrimonio immateriale, quello dei sapori locali. A Matera è ancora possibile mangiare come un tempo, approfittare di una cucina povera ma gustosa, semplice ma ricercata, la cui prelibatezza si deve ai prodotti d’eccellenza che la costituiscono.
Tre su tutti conquistano il podio.

GRANO SENATOR CAPPELLI
 
Il grano duro Senator Cappelli è la varietà di grano più antica d’Italia. Nell’ultimo cinquantennio la produzione di questo cereale ha subito una battuta d’arresto, a causa dell’arrivo dei grani moderni. Di recente sembra essere tornato alla ribalta, grazie alle sue grandi qualità nutrizionali e a quelle agronomiche: il nobile grano infatti mal tollera l’utilizzo di concimi e diserbanti, perciò la sua coltivazione è sempre…BIO! Luce, sole e poca acqua è tutto ciò di cui ha bisogno.
Non c’è da sorprendersi che il pane di Matera sia così famoso: croccante fuori e soffice dentro, quello di denominazione IGP (Identificazione Geografica Protetta) rappresenta un’eccellenza gastronomica lucana portata avanti da un ristretto gruppo di panificatori associati. Il segreto è proprio nell’altissima qualità del grano duro, amalgamato con millenaria maestria all’acqua, al sale e al lievito madre.
Stesso discorso vale per la pasta, lavorata esclusivamente a mano.

I LEGUMI
 
Cibo povero ma nutriente, i legumi sono i protagonisti di un piatto principe della tradizione materana, la Crapiata.  A questa deliziosa zuppa era dedicata una festa: ogni anno, il 1° Agosto, veniva celebrata l’abbondanza del raccolto. Tutte insieme, le donne del vicinato spellavano e pulivano i legumi, li mettevano a bagno per un’intera notte e l’indomani li cucinavano con cipolle, carote, patate e sedano. La cottura avveniva in un pentolone posto su un treppiedi, all’aperto e alla vista di tutti, a fuoco lentissimo. La festa iniziava alla fine della giornata di lavoro e continuava fra balli e buon vino.
Questa tradizione è ancora oggi portata avanti e ogni 1° di Agosto è possibile, per abitanti e turisti, assaggiare la Crapiata, antica prelibatezza, nel quartiere di La Martella.

MATERA ROSSO DOC
 
Assieme al pane e ai legumi, nel pasto tipico di un tempo non poteva certamente mancare il vino. La DOC Matera, che si compone di ben sei vini, è l’ultima arrivata nel panorama del vino lucano ed è riuscita a farsi un nome nonostante il predominio regionale dei vitigni del Vulture. In effetti questo vino è delizioso: morbido e profumato, di color rubino intenso, è la risultante di una sapiente miscelazione di Sangiovese e Aglianico.

Viaggiate, ma non solo con gli occhi...

Cosima Giorgio



 

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