5 COSE CHE (FORSE) NON SAI SUL VINO
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5 COSE CHE (FORSE) NON SAI SUL VINO

L’estate si addormenta dolcemente, il sole si fa tenue, i bambini tornano a scuola…
È settembre e come ogni anno, in buona parte dei paesi europei, si dà inizio alla vendemmia: un’attività vecchia quanto l’uomo, vestita di ritualità, un’antichissima tradizione che non smette di affascinare e ripetersi, seguendo il corso delle stagioni.
Oggi è proprio il vino che vogliamo omaggiare, regalandovi 5 chicche sull’antico nettare degli dèi.

1. “DEFICENTE VINO, DEFICIT OMNE”.
“Se manca il vino, manca tutto”, dicevano i nostri avi latini.
All’epoca dei romani il vino era già una bevanda molto antica e apprezzata. Le sue prime tracce risalgono addirittura al 7.000 a.C. e si è ormai certi che il processo di vinificazione sia di poco posteriore: in Armenia è stata infatti rinvenuta la più antica cantina del mondo, anteriore al 4.000 a.C.

2. MASCHIO O FEMMINA? ROBA PASSATA!
Ad oggi per produrre vino utilizziamo le cosiddette uve domestiche, ermafrodite e capaci di autoimpollinarsi, mantenendo inalterate nel tempo le loro principali qualità.
In passato, però, le uve selvatiche erano dioiche, ossia si distinguevamo in esemplari maschi e femmine. Affinché la femmina producesse frutti, il processo di pollinazione era indispensabile, pertanto era necessario piantarle entrambe, poco distanti.

3. VINCE PER LA SEMPLICITÀ DELLA LAVORAZIONE.
In antichità, una volta pigiata l’uva, bastava aspettare che il succo fermentasse a contatto con le bucce, in modo spontaneo. Grazie al suo delicato equilibrio di acqua, zucchero, acidi e tannini, l’uva è l’unico frutto adatto a questo tipo di lavorazione semplice, il che ha permesso la vasta diffusione di questa coltura nel corso delle epoche.

4. UNA COCCOLA PER IL PALATO.
Nell’antichità il vino era una vera leccornia, dolcissimo e spesso aromatizzato con del miele. Ma anche in tempi più recenti pare che la prelibata bevanda fosse diversa da quella consumata oggi...Nel 2010, infatti, alcuni subacquei svedesi hanno rinvenuto nel Mar Baltico, nascoste nella stiva di una nave affondata nel 1840, ben 168 bottiglie di Champagne: le ideali condizioni termiche hanno permesso che il noto vino si conservasse perfettamente, rivelando come all’epoca fosse molto più dolce di quello attuale: ben 150 gr di zucchero per litro, contro i 50/80 gr di oggi!

5. A QUALCUNO PIACE FREDDO.
Abbiamo cominciato questo articolo ispirandoci a mese di settembre e alla vendemmia: ebbene, sembrerà strano ma in alcune colture specializzate si vendemmia tra dicembre e gennaio, di notte e a -10/-14 gradi circa. Gli acini vengono raccolti uno ad uno, velocemente, e la spremitura avviene non più tardi dell’alba. L’estrema maturità del frutto, unita alle particolari condizioni termiche, permette la produzione del cosiddetto ICE WINE, vino dolce da dessert, che ricorda in qualche modo il nostrano passito.  

Cosima Giorgio

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